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Marianne Faithfull, la regina delle groupie, ex di Mick Jagger

la cantante Marianne Faithfull
Marianne Faithfull, ovvero la storia di una donna che ha attraversato l'inferno ed è sopravvissuta. Reinventandosi e riappropriandosi della sua vita

C’è sempre stato un velo di malinconia negli occhi di Marianne Faithfull, quello che riecheggia tutt’ora nella sua voce ormai roca e segnata da anni di dipendenze, malattie, persino il Covid.

Un angelo biondo caduto dal cielo (più o meno) che alla veneranda età di 74 anni potrebbe raccontarne di storie. Ne ha viste tante quella giovane donna appassionata di letteratura e poesia, esplosa in quella Londra degli anni Sessanta che l’ha fagocitata in una vita che non era nemmeno quella che avrebbe voluto. Con annessa (intensissima) relazione di lunga data con Mick Jagger.

Non possiamo sapere quel che ci riserva il destino. E Marianne Faithfull non avrebbe mai potuto immaginare di diventare pioniera e icona di una femminilità travolgente che ai tempi scosse il mondo della musica (e non solo). Un mondo che non era ancora pronto.

Marianne e la sua (a dir poco) stravagante famiglia

Se è vero che nessuna di noi sa cosa le riserverà il futuro, la bella Marianne partiva un tantino avvantaggiata. A dirla tutta proveniva da una famiglia piuttosto sui generis, pertanto vien difficile pensare che avrebbe potuto vivere un’esistenza ordinaria.

Marianne era figlia della Baronessa Eva von Sacher-Masoch e del Maggiore Glynn Faithfull. Fin qui tutto nella norma. Se non fosse che la madre era nipote di Leopold von Sacher-Masoch, scrittore da cui deriva il termine “masochismo”, nonché giovane e accattivante ballerina per Max Reinhardt, Bertolt Brecht, Kurt Weill. Papà Glynn, invece, era professore di letteratura italiana, Maggiore dell’esercito di Sua Maestà la Regina e (tanto per gradire) agente dei servizi segreti britannici durante la Seconda Guerra Mondiale.

Non vi basta? Sappiate allora che il nonno di Marianne, tale Theodore Faithfull, era un veterinario con la passione per la sessuologia che elaborò diverse teorie sul genere femminile e inventò la Frigidity Box, niente meno che una macchina “anti-frigidità” che si convinse potesse cambiare il mondo.

La quiete prima della tempesta

Marianne Faithfull da giovane
Marianne Faithfull nei primi anni Sessanta, un angelo biondo dalla voce soave

Fu proprio la macchina di nonno Theodore a causare la rottura definitiva tra i genitori di Marianne Faithfull. Il padre, da accanito sostenitore dell’invenzione, fu talmente insistente con la moglie affinché la “testasse” da portarla allo sfinimento. Ma la Baronessa era una donna tutta d’un pezzo che non mandava a dirle, così tra un litigio e una scenata alla fine decise di fare le valigie e trasferirsi a Reading, nel Berkshire. Naturalmente insieme alla piccola Marianne.

Indubbiamente la madre è stata d’esempio, con il suo temperamento e il suo carattere forte e risoluto. Baronessa sì, ma nonostante questo non si tirò mai indietro e svolse anche i lavori più umili pur di mantenere la figlia. Trasferirsi a Reading è stata per lei una liberazione e al contempo ha avvicinato Marianne alla Capitale.

Un periodo di scoperta, all’alba degli anni Sessanta. Marianne allora scoprì il jazz e il blues, i pub londinesi, le performance dal vivo e le si spalancò un mondo intero. Sognava di discettare di filosofia e poesia, sorseggiando caffè, cullata da raffinati sottofondo musicali. Un’immagine che sembra molto lontana dall’icona della Swinging London che poi è diventata.

L’incontro con Mick Jagger che cambiò tutto

Marianne Faithfull e Mick Jagger
Marianne Faithfull e Mick Jagger, l’incontro che le cambiato la vita

Nei primi anni Sessanta sembrava proprio che la giovane Marianne avesse trovato il suo equilibrio. Si esibiva come cantante folk nei café londinesi, registrava i suoi primi singoli di successo (come This little bird) ed era felicemente sposata con John Dunbar. Una relazione stabile, serena e piena d’amore dalla quale nacque il piccolo Nicholas.

Ma l’incontro con Mick Jagger cambiò tutto. Fu come un’esplosione pronta a spazzar via le certezze di Marianne, un turbinio di passione e musica con quel giovane, sgangherato cantante e leader dei Rolling Stones, che si preparavano a entrare nella leggenda.

A dirla tutta Marianne Faithfull ha contribuito nei fatti al successo della band. Perché quella giovane biondina dal viso dolce e dalle forme eleganti era molto più di una semplice “groupie”, come amavano definirla. Marianne scriveva e lo faceva benissimo, conosceva la musica e in essa metteva tutta la sua anima. O almeno era quel che avrebbe tanto voluto.

Libertà, trasgressione, passione. Ma a che prezzo? Marianne fu lasciata dal marito e le tolsero il figlio Nicholas.

Marianne Faithfull, icona della Swinging London

Marianne Faithfull in bianco e nero
Marianne Faithfull, icona di stile degli Anni Sessanta posa col tipico “spolverino”

La seconda metà degli anni Sessanta, l’incontro con Jagger, la marjiuana, la libertà sessuale. La vita di Marianne Faithfull è l’emblema di quella Swinging London di cui ancora oggi si parla come di una vera e propria rivoluzione culturale.

Londra divenne l’epicentro di radicali cambiamenti nel mondo della musica, della moda, della fotografia, del cinema e dell’arte in generale. Era un momento di sperimentazione, di liberazione dai canoni imposti da una società rigida e bigotta. E Marianne Faithfull ne fu un simbolo.

Accantonata la sua carriera musicale, Marianne divenne l’inseparabile compagna di Mick Jagger, sua musa ispiratrice e fautrice di alcuni dei più grandi successi dei Rolling Stones. Emblematico il caso del brano Sympathy for the Devil, che Jagger scrisse ispirandosi al libro Il Maestro e Margherita di Bulgakov, che proprio Marianne gli aveva prestato.

Dopo il successo, il declino

La vita di Marianne Faithfull è degna di un romanzo. Con la differenza che tutto quel che di più assurdo potremmo immaginare lei lo ha vissuto sulla propria pelle, dove sono rimaste cicatrici indelebili che l’hanno segnata per sempre. Perché se da una parte il successo l’ha portata a essere una delle icone della Swinging London, cucendole addosso l’immagine un po’ bohémien della musa ispiratrice di una star come Mick Jagger, l’altra faccia della luna (per parafrasare i contemporanei Pink Floyd) era tutt’altro che idilliaca.

Marianne è stata totalmente risucchiata dal caos. Ha sopportato il dramma dell’aborto, la depressione, l’anoressia, gli arresti e l’unica conseguenza di tutto questo è stata una quantità assurda di droga. A un certo punto perse completamente il controllo, perfino sulla sua stessa immagine: i tabloid la dipingevano come una cantantucola senza talento, famosa solo perché bella e disponibile con gli artisti “maschi” già famosi (per giunta “debosciati”, come i Rolling Stones).

Un’affamata di sesso, una pervertita, una madre snaturata, “Miss Porno”. Quando Marianne sentì di aver raggiunto il fondo del baratro, tentò il suicidio con un’overdose di sonniferi. Entrò in coma, ma sopravvisse.

Marianne Faithfull, in una parola: resilienza

Marianne Faithfull nel 2020
Marianne Faitfull oggi, dopo il periodo più buio si è presa la sua rivincita

Cercando la definizione di “resilienza” si legge Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi. Probabilmente non esiste termine più calzante per Marianne Faithfull, sopravvissuta a un inferno fatto di rimpianti, sessismo, dipendenze, problemi economici, odio. Eppure ce l’ha fatta e quella scenografia tutta cucchiai ossidati e siringhe sporche pian piano è diventata soltanto un ricordo lontano.

Alla fine degli anni Settanta il delicato angelo biondo dalla voce soave non esisteva più, lasciando il posto a una “strega” un po’ punk e un po’ blues, dalla voce roca e profonda e dallo sguardo disilluso. Da quel momento Marianne si è presa la sua rivincita, incidendo la SUA musica con brani intensi, crudi, dolorosi ma estremamente autentici.

In ultimo, nel 2021 ha finalmente visto la luce She Walks in Beauty. Musiche ambient sulle quali recita con voce calda le poesie dei grandi romantici inglesi: Byron, Keats, Wordsworth e tutti suoi grandi amori. Non l’ha fermata neanche il Covid 19 che nel 2020 l’ha portata (di nuovo) a un passo dalla morte, lasciandole gravi problemi di salute.

Non sa per quanto ancora potrà cantare, Marianne. Di certo sentiremo l’eco della sua voce ancora per molto, molto tempo.

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