Fashion culture

Che cos’è lo stile sporty glam?

donna con tuta e tacchi a spillo
03-12-2021
Marta Garofalo
La moda è in continua evoluzione, ma torna ciclicamente. Tradizione e innovazione spesso si incontrano e così è successo fra l’abbigliamento sportivo e quello più elegante. Ecco che nasce lo stile sporty glam

Il mondo dello sport e quello delle passerelle sembrano talmente lontani da non potersi mai incontrare, come due linee parallele. Eppure si dice che persino loro hanno un “punto improprio” di unione. Allora perché non fare incontrare l’abbigliamento comodo e felpato tipico delle palestre e quello chic delle case di moda più famose?

Tutto è possibile se lo si vuole, e lo sanno bene gli stilisti dalle idee visionarie e avanguardiste che anticipano i tempi. Due stili opposti, ma vicini, due espressioni diverse che possono coesistere in un’unica creatura.

Così nasce lo sporty glam, che non è solo un modo di vestire, ma anche una maniera per esprimere sé stessi e le proprie incongruenze. Parti di sé diverse, ma che possono coesistere ed essere amiche, come gli accostamenti nella moda.

Eleganza e sport, mai in sintonia come adesso

Lo sporty glam non è altro che uno stile che unisce l’eleganza dei capi classici e ricercati, con la comodità e l’essere casual di quelli sportivi. Un mix che fino a poco tempo fa avrebbe fatto storcere il naso ai più, ma che ora non solo piace ma viene ricercato. Espressione, forse, di personalità complesse, eclettiche, creative e che non escludono nulla per partito preso. La parola d’ordine è sperimentazione.

Ed ecco che una gonna a tubino può stare benissimo con un paio di sneakers color block, oppure dei sandali con tacco possono essere perfetti per una tuta larga e dai tessuti morbidi e confortevoli. Due esempi che spiegano, in maniera chiara e intuitiva, come nella moda tutto sia possibile e che l’unico limite è la fantasia di chi crea e/o indossa.

Un’evoluzione che non si arresta

donna elegante ma sportiva

È il risultato di una lunga evoluzione che però, in quanto tale, è destinata a cambiare ancora. E chissà cosa riserva il futuro, che siano le case di moda a suggerirlo o una nostra intuizione aprendo l’armadio la mattina prima di andare al lavoro, a un pranzo o a una cena con gli amici. L’unica regola è che non ci sono regole.

Gli abiti eleganti e quelli sportivi, acerrimi ‘nemici’ da sempre, finalmente si incontrano e scoprono anche di poter essere dei validi alleati. Stili differenti, ma uno complementare all’altro. I tessuti tecnici, leggeri, colorati e – perché no? – anche fluorescenti e acetati, le calzature e i tagli comodi incontrano le paillettes, la seta, le gonne più o meno lunghe e i tacchi a spillo.

L’atleta e la donna in carriera si fondono, perché un aspetto della vita non esclude l’altro e lo stile che si sceglie di indossare è un’espressione di sé stessi, a tutti gli effetti. Ma come è possibile che si sia saldato un sodalizio del genere?

Le origini

Lo stile sporty glam, contrariamente a quanto si possa immaginare, ha origini lontane e insospettabili. Tutto è iniziato tra il 1920 e il 1930. Quando le donne cominciano la loro emancipazione e cambia il loro ruolo all’interno della società. La moda segue una nuova figura, di spicco, sempre più padrona di sé stessa e libera di scegliere (anche cosa indossare).

A essere lungimirante è addirittura Coco Chanel, la prima a inventarelo stile à la garçonne. Non è certo da meno Elsa Schiaparelli, la stilista che ha creato il rosa shocking e capi dalla forte componente sportiva. Persino l’insegna della sua boutique è evocativa: ‘Pour le sport’. Un segno distintivo rispetto alla moda dell’epoca, un’attenzione a capi considerati fuori luogo nell’ambiente, come possono essere le maglie da mare o da sci per esempio.

Una svolta arriva negli anni ’60, moda e sport legano ancora di più. In Francia, sono le passerelle di Courrèges a dare un segnale chiaro e inequivocabile, abbinando l’atletica al fashion. Il boom del jogging e dell’aerobica fa il resto, e sono sempre più le donne e gli uomini alla ricerca di un abbigliamento comodo e funzionale, ma che non trascuri l’aspetto estetico. Si può dire che proprio Courrèges sia stato l’inventore dello stile sporty glam (o chic).

Una continua evoluzione

Un altro periodo che segna questo modo di vedere la moda è quello degli anni ‘80, quando l’America e l’Europa si avvicinano e quasi si toccano, come sport ed eleganza, come quelle due linee parallele apparentemente così distanti.

La musica rap e il piumino, tanto amato fra i massimi esponenti di questo genere nuovo e rivoluzionario, si fanno strada prepotentemente ed entrano nelle boutique più chic. I capispalla di trasformano e i marchi come Moncler colgono l’attimo per affermarsi.

Negli anni ‘90 è il momento dell’hip hop, non solo un genere musicale ma uno stile di vita. Lo stile sporty glam diventa ancora più di massa, grazie ai canali televisivi tematici come Mtv. Quello che sino a qualche anno prima appare assolutamente fuori da ogni logica e contesto viene amato e si diffonde a macchia d’olio. Tra i massimi esponenti dell’epoca Victoria Beckham, la Posh Spice di una delle band femminili più ammirate e apprezzate dell’epoca.

Anche Madonna sposa un certo modo di vestire, apparentemente in contrasto con ogni logica: le celebrità influenzano la moda main stream. I capi sporty glam, per concludere, sono quelli dal taglio pratico e confortevole che non rinunciano ad alcuni particolari ricercati. Essere sportivi, insomma, non esclude la possibilità di vestirsi bene. La moda cambia, e con lei anche noi.

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