Fashion culture

5 drag queen che ispirano la moda

Miss Fame sfila in passerella
Regine sì, ma il loro mondo è molto più di lustrini, parrucche e trasgressione. Le drag queen oggi ispirano la moda e ci insegnano una cosa: essere noi stessə

Sono regine, sì. Ma il loro mondo è molto più di lustrini, parrucche e trasgressione. Le drag queen oggi, più di ieri, ispirano la moda e non soltanto in senso puramente estetico: sono le fautrici di un cambiamento, l’incarnazione dell’abbattimento di stereotipi e canoni di bellezza che a lungo hanno condizionato il fashion system.

Ciò che calca le passerelle grazie a regine come RuPaul – tanto per citare uno dei personaggi più influenti della comunità LGBT+ (e non solo) – o ad alcune delle sue “figlie”, reduci da quella Drag Race che da semplice “talent” si è trasformata in un vero e proprio fenomeno di costume, rappresenta una rottura con il passato. O meglio, l’inizio di una consapevolezza.

Nasciamo nudi, tutto il resto è drag!, recita il motto di RuPaul. E anche l’industria fashion se n’è accorta, attingendo a drag queen che ispirano la moda con stile e personalità. Perché essere una regina non è soltanto un uomo che veste da donna, non dipende soltanto dall’orientamento sessuale né con i tacchi vertiginosi ricoperti di glitter. Essere drag è conoscersi, amarsi, esprimere la propria anima in modo stravagante, autoironico, è satira. Qualcosa che abbiamo dentro, tuttə indistintamente, forti di un unico scopo: essere noi stessə.

RuPaul

Se non amate voi stessi, come diavolo fate ad amare qualcun altro? RuPaul ripete questa frase alla fine di ogni episodio della sua Drag Race, un programma iniziato in sordina ma che in poco più di dieci anni si è trasformato in un fenomeno di costume che ha indubbiamente influenzato la società e il fashion system grazie alle sue splendide drag queen.

RuPaul è a tutti gli effetti la drag queen più celebre, riconoscibile e influente di questa epoca. E gli dobbiamo molto perché, se fino a poco tempo fa queste “figure mitologiche” tutte paillettes e trucco esagerato erano relegate al sottobosco underground delle grandi città, oggi sono vere e proprie icone di stile che non si nascondono più. Anzi, vengono celebrate dall’alta moda.

Da San Diego, RuPaul ha costruito una carriera a dir poco fenomenale, iniziando nell’avanspettacolo per poi trasferirsi a New York, diventando una delle personalità più in vista della scena dei night club. E ancora la musica, con il suo primo grande successo Supermodel (You better work), infine la svolta: RuPaul è stata la prima drag queen a essere ingaggiata per una campagna pubblicitaria del brand di cosmetici Mac. Una vera svolta.

Era il 1994 e da lì quello di RuPaul Andre Charles (questo il suo nome completo) è stato un percorso in continua ascesa. Non sono mancati gli ostacoli, come la dipendenza da alcol e droghe (lascito degli anni della club culture anni Ottanta), ma non si è mai fermato.

Quando nel 2009 debuttò la sua Drag Race, mai avrebbe potuto immaginare al peso che un talent così insolito e “di nicchia” avrebbe avuto. Ed è nella colorata e stravagante “casa” di RuPaul che abbiamo potuto trovare un angolo di pace in cui non importa se sei uomo o donna, grassə o magrə, etero o gay, riccə o poverə. Tutto quel che ti viene chiesto è essere te stessə.

Milk

Dalla passerella di RuPaul’s Drag Race è emersa la drag queen Milk, alias Don Donigan. Milk non ha vinto l’edizione a cui ha partecipato (nel 2014), eppure si è distinta in un modo unico e irripetibile. Si è rifiutata di conformarsi alle “colleghe”, restando fedele alla propria concezione di drag: troppo maschio, troppo vero, troppo lontano dalla classica immagine di una queen.

Non è un caso che di lui si sia accorto niente meno che Marc Jacobs che nel 2016 ha deciso di assoldare Milk nella sua campagna SS16, dove figuravano già personaggi come la regista trans Lana Wachowski, Cher , Sofia Coppola, Willow Smith, Winona Ryder. Tutto per sfidare i canoni tradizionali di genere, di cui la moda (così pare) si sta lentamente liberando.

Milk ha alle spalle una lunga carriera da pattinatore artistico, solo successivamente ha iniziato a esibirsi a New York come drag queen, approdando infine nel mondo di RuPaul. Dopo l’esperienza con Marc Jacobs è stata scelta da Vivienne Westwood e Perry Ellis nel 2018. Persino Madonna l’ha voluto come volto della sua linea di prodotti skincare.

Miss Fame

Ha debuttato nella settima stagione di RuPaul’s Drag Race e da quel momento Miss Fame è diventata una delle drag queen che maggiormente ispirano la moda. È stata tra le prime drag assoldata nell’agenzia Wilhelmina Models, la prima ad aver sfilato sul red carpet del Festival di Cannes (e sì, ci ha fatto sognare in abito nero), apparsa nelle più prestigiose riviste di moda e oggi tra le maggiori influencer e make up artist a livello globale.

Insomma, Miss Fame ha fatto scuola e continua a farlo al punto da essere uno dei volti prediletti di grandi nomi dell’alta moda come Jean Paul Gautier, Maison Margiela, Thierry Mugler, Miu Miu, Dior. Bastano le sue parole per capire le ragioni che l’hanno resa una delle drag queen più amate e richieste di sempre:

La mia esistenza è una forma di protesta, la rivendicazione di uno spazio, in unione alla nostra lotta contro l’oppressione. Siamo eccellenze verso nuove vette, le nostre presenze sono profonde e il nostro messaggio chiaro: siamo qui e non verremo mandati via, né ci serve un permesso per farlo. Ci schieriamo dalla parte della solidarietà, il cambiamento è adesso, sempre e per sempre qui.

Pabllo Vittar 

E poi è arrivato lei, Pabllo Vittar: la drag queen con più follower su Instagram al mondo, la prima a essere stata nominata a un Grammy. Cantante, ballerina, attivista e volto della campagna di Calvin Klein #proudinmycalvins nel 2020.

Tutto è iniziato quando quel ragazzino brasiliano si travestì da donna a una festa di Halloween. È lì che per la prima volta Phabullo Rodrigues da Silva è diventato Pabllo Vittar e da quel momento qualcosa è cambiato. Ha avuto un ruolo importante anche lo show di RuPaul, la prima vera e propria passerella mediatica per le regine che oggi amiamo tanto. Oggi Pabllo Vittar è l’emblema del carisma e di una generazione sempre più queer, sempre più aperta:

Il mio personaggio drag abbraccia davvero il messaggio queer. Cerco sempre di dire ai miei fan la mia verità. La mia drag queen è al cento per cento sfacciata, sexy e femminile. Amo essere una ragazza alla moda, amo essere una figura strana. Non solo una drag queen. 

Divine

Se quelle che abbiamo visto finora sono alcune delle drag queen che più ispirano la moda, niente di tutto questo sarebbe mai stato possibile senza di lei, la drag queen del secolo: la divina Divine.

Quando RuPaul era poco più che adolescente e il mondo delle regine tutte parrucche e lustrini era nascosto agli occhi del mondo, Harris Gelnn Milstead muoveva i primi passi nel mondo dello showbiz scardinando per sempre i confini di genere.

La persona più disgustosa al mondo, qualcuno lo definì al tempo per via di alcune scene controverse di cui fu protagonista sul grande schermo. Eppure Divine è stata la rivincita di tutti gli outsider, la paladina del trash volutamente scorretto e volto ad abbattere gli stereotipi di genere. Non c’erano confini per Divine e mai più ce ne sarebbero stati da allora.

Scomparsa nel 1988 a causa di un grave problema cardiaco, più di vent’anni dopo ha ispirato una capsule collection di Loewe fortemente voluta da Jonathan Anderson. Un’esplosione di colori, trash, fantasia, indignazione, trasgressione e libertà, come ha affermato lo stesso direttore artistico del brand.

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