Fashion culture

Enclothed cognition: ciò che indossi influenza il tuo comportamento

Enclothed cognition
21-12-2021
Nadine Solano
Lo sapevi? Secondo questa teoria, i nostri stessi indumenti hanno il potere di influenzarci sia nel pensiero che nelle azioni. E in fondo è una buona notizia!

I nostri outfit incidono sul modo in cui gli altri ci percepiscono, sull’idea che si fanno di noi: è ormai ampiamente dimostrato. Ma c’è un’altra teoria che sta emergendo e catturando l’attenzione, sempre riconducibile al nesso fra moda e psicologia. La teoria secondo cui ciò che indossiamo condiziona i nostri stessi pensieri e comportamenti. Si parla di Enclothed cognition, ovvero di “cognizione indossata”, e merita un focus anche perché può tornare molto utile.

Lo studio più importante

La teoria in base alla quale siamo influenzati dagli abiti che indossiamo è stata proposta per la prima volta nel Novecento dallo psicologo statunitense William James, ma senza ottenere grande eco. Molto più di recente (nel 2014) Hajo Adam e Adam Galinsky, ricercatori della Northwestern University (Illinois), l’hanno ripresa e approfondita, riuscendo a darle forza. Sono stati proprio loro a coniare l’espressione Enclothed cognition, che si sente pronunciare sempre più spesso. Adam e Galinsky hanno fatto un esperimento illuminante, coinvolgendo 58 studenti universitari e dividendoli in due gruppi.

Al primo gruppo è stato chiesto di indossare un camice bianco da laboratorio, al secondo no. Poi i partecipanti hanno svolto uno Stroop Test, cioè un test per misurare l’attenzione selettiva. Ebbene, i ragazzi col camice hanno ottenuto risultati nettamente migliori rispetto agli altri. Non solo.

In un momento successivo, tutti gli studenti hanno messo camici bianchi con dei cartellini attaccati; su metà di questi c’era scritto “dottore”, sull’altra metà “pittore”. Quindi è arrivato il momento di misurarsi con un altro compito e… Indovina? Anche in questo caso, le performance dei “dottori” hanno superato di gran lunga quella dei “pittori”. 

Il potere di una semplice t-shirt

Un altro studio interessante, che fa pensare e anche sorridere, porta invece la firma di Karen Pine, docente presso l’Università di Hertfordshire. Di nuovo, protagonisti sono stati dei giovani studenti. Una parte indossava una maglietta di Superman, l’altra una t-shirt anonima.

La professoressa ha potuto rilevare che i “supereroi” si sentivano più in gamba, più forti e anche più attraenti dei compagni. Ma non è stata una semplice percezione : quando si è trattato di misurarsi con test relativi a specifiche performance intellettive e mentali, infatti, i giovani con la t-shirt del supereroe hanno ottenuto punteggi medi più elevati rispetto ai compagni.

Ma perché succede?

Insomma, pare proprio che l’abito faccia il monaco. Altro che. Ma com’è possibile che semplici indumenti possano influire sui nostri processi mentali e quindi anche sulle nostre azioni? I ricercatori spiegano che entra in gioco il loro valore simbolico. Un capo dal significato autorevole, diciamo così, ci stimola e ci spinge a concentrarci di più, a mettere maggiore impegno in ciò che facciamo.

Sia pur a livello inconscio, gli diamo un significato e lasciamo che ci faccia sentire in un determinato modo. Invece un indumento che associamo a qualcosa di più “easy”, di meno serio, sortisce in noi l’effetto contrario. “Non pensiamo – ha detto Galinsky - solo col cervello, ma anche con il corpo. I nostri processi di riflessione sono basati su esperienze fisiche che mettono in movimento i concetti astratti associati. Pare che di queste esperienze facciano parte gli abiti indossati. I vestiti invadono il corpo e il cervello e mettono chi li indossa in uno stato psicologico differente”.

Usare questa teoria a nostro favore

Anche per noi, grazie all’Enclothed cognition, si delineano nuovi orizzonti. Possiamo usarla a nostro favore, ci stavi già pensando? Innanzi tutto in campo lavorativo. Immaginiamo un colloquio: se è vero che i selezionatori danno peso al modo in cui sono vestiti i candidati, a questo punto è anche vero che un outfit da business woman, curato in ogni dettaglio, aiuta a dare il meglio di sé e formulare le risposte giuste.

Ma questa teoria può rivelarsi utile anche nella vita privata. Prendi un appuntamento al quale tieni parecchio, che magari soltanto a pensarci ti viene l’ansia. Prova a visualizzare, al tuo posto, un’altra donna. Una donna che, in quella stessa situazione, le azzecca tutte. Piace a tutti. Gioca al meglio le sue carte. Com’è vestita? Cerca di vederla dalla testa ai piedi. Dopo di che, scegli dal tuo guardaroba indumenti e accessori simili. O, se necessario, concediti un po’ di shopping. Quella donna vincente sarai tu!  

Riproduzione riservata