Fashion culture

Mary Quant, molto oltre la minigonna

Mary Quant
24-08-2022
Nadine Solano
Ribelle anticonformista, ha contribuito a definire lo stile della donna moderna ed è stata l'emblema della Swinging London, ma anche una figura simbolo dell'epoca femminista

Il nome di Mary Quant è inevitabilmente associato alla minigonna: è stata proprio lei a lanciarla, nel 1963, anche se più di qualcuno attribuisce invece la rivoluzionaria intuizione ad André Courrèges. Una querelle cui la stilista britannica non ha mai dato peso, e che anzi ha più volte provato a smorzare: “Non sono stata io a inventarla e non è stato Courrèges, ma la strada”. Ovvero le tante ragazze che esprimevano il desiderio di indossare gonne molto più corte rispetto agli standard di allora, per muoversi più liberamente ma anche per mandare un messaggio – di emancipazione e indipendenza – forte e chiaro.

In ogni caso, la Quant è stata la prima a mettere in vendita minigonne, esponendole con fierezza nelle vetrine della sua boutique Bazaar in King’s Road, a Londra. Ma non è questo, sia pur molto importante, l’unico motivo per cui anche a lei spetta un posto d’onore nella storia della moda e del costume. Che ne dici di conoscerla meglio, scoprendo così anche gli altri?

Un'anima ribelle

Barbara Mary Quant è sempre stata una ribelle, fin dall’adolescenza. È nata nel febbraio 1934 in un sobborgo londinese, i suoi genitori erano professori e avrebbero voluto che lei intraprendesse la medesima strada. Un pensiero invece inaccettabile per Mary, che a soli 16 anni è andata a vivere da sola a Londra.

Qui - era il 1954 - ha conosciuto Alexander Plunket Greene, rampollo di una famiglia nobile; i due si sono innamorati e hanno cominciato a condurre una vita bohemien. Se ne infischiavano di regole e convenzioni, inseguivano l’estrema libertà, amavano la mondanità, viaggiavano il più possibile, si vestivano solo in base ai loro gusti e a prescindere da qualsiasi moda.

L’anno successivo Alexander ha compiuto 21 e ereditato un’ottima somma di denaro per cui, anche con l’aiuto del fotografo Archie Mc Nair, i due hanno comprato un immobile sulla King’s Road, ricavando un piccolo ristorante dallo scantinato e adibendo a boutique il primo piano. Mary ha toccato il cielo con un dito.   

Mary Quant

Vulcanica e autodidatta

I primi tempi Mary Quant e Alexander Plunket Greene, nel frattempo diventato suo marito, vendevano indumenti acquistati all’ingrosso. Lei, però, non era affatto soddisfatta di quella merce. E, soprattutto, i suoi gusti e le sue idee in fatto di moda andavano in direzioni nettamente diverse. Così ha deciso di far da sola, iniziando un percorso da autodidatta; ha frequentato corsi serali di modellista, di taglio e cucito. Ed è stata la svolta.

Perché nello stesso momento in cui ha potuto creare ciò che le piaceva davvero, nonché esaudire le richieste altrui, la boutique è diventata il punto di riferimento di moltissimi giovani britannici, tutti desiderosi di rompere col passato, allontanarsi dalla tradizione, esprimersi più liberamente; tutti assetati di anticonformismo e novità. Mary, che per molti versi è stata “modella di se stessa”, è diventata un’icona indiscussa della Swinging London.

Mary Quant

La sua moda

Mary Quant rappresentava perfettamente lo spirito anticonformista e innovativo della Swinging London, sia con i capi che vendeva che con i suoi outfit. Distanti anni luce da quelli dell’haute couture; molto più easy, pratici, ironici. Liberi. E, cosa tutt’altro che secondaria, economicamente accessibili.  

Oltre alla minigonna, lanciò i minidress in jersey, gli stivali di gomma e quelli dal tacco largo, gli impermeabili in pvc, i pullover aderenti a coste. I collant colorati, imprescindibili. Diede inoltre un notevole contributo allo sdoganamento di molti indumenti “maschili”: dai pantaloni alle camicie passando per il papillon. Ha sempre avuto un debole per il gilet, che tutt’ora per lei è un must.

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Total look in Pvc by Mary Quant
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Lo sdoganamento di capi maschili
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Collant colorati, che passione!
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Il Bowl Cut

Possiamo definire Mary Quant anche una pioniera del self branding? Eccome. Ha sempre curato la sua immagine in ogni dettaglio, “usandola” per dettare tendenze e veicolare messaggi ben precisi. Che coincidevano tutti con la concezione di una donna… in cammino. Stufa di restare ferma e lasciarsi condizionare dai dettami di una società maschilista.

Mary è stata anche tra le prime a rilanciare il bowl cut, ovvero il taglio di capelli a scodella; nato nel Medioevo per identificare le “peccatrici”, diventato poi vessillo di ribellione grazie a Giovanna d’Arco e amato negli anni Venti, sia pur con una connotazione molto più easy, era poi praticamente scomparso. Per riemergere con prepotenza proprio negli anni Sessanta, diventando uno dei più eloquenti simboli del movimento femminista.

Nel 1963 Mary si è rivolta a Vidal Sassoon, hairstylist estroso, appassionato di geometrie e per molti versi avanguardista, e ha trovato in lui il complice perfetto. Il risultato è stato un taglio cortissimo, un po’ bombato, con frangia e 5 punte. Che non ha mai perso appeal e ciclicamente riconquista il suo posto tra le tendenze più glam.

Mary Quant

Non solo indumenti

Forte di un successo che aumentava senza soluzione di continuità, e al quale ha notevolmente contribuito anche Twiggy, la sua modella prediletta, destinata a diventare presto una celebrità e a sua volta innamorata della minigonna, nella seconda metà degli anni Sessanta Mary Quant ha alzato il tiro.

Ha aperto un secondo negozio in Brompton Road e creato la Ginger Group, una label ancora più economica pensata per dare il via alle vendite negli Stati Uniti. Dopo di che, ha cominciato a muoversi in altri campi: al ’66 (anno in cui è stata nominata dalla Regina Elisabetta II Cavaliere della Corona Britannica) risale il lancio della sua linea di cosmetici, che comprendeva il primo, “miracoloso” mascara waterproof; al ’67 quello di una collezione di scarpe. Negli anni Settanta, animata da una creatività poliedrica e davvero inesauribile, ha debuttato anche nel settore dell’interior design. Negli anni Ottanta e Novanta ha pubblicato diversi libri sul make up.

Mary Quant

Mary Quant oggi

Mary Quant ha da poco spento ben 92 candeline; l’età si sente, ma il suo sguardo non ha perso quel guizzo e quella vivacità che l’hanno sempre contraddistinto. Nel settembre del 2019 è stata insignita del Lifetime Achievement  ai World Fashion Awards, in quanto modello per le donne lavoratrici ma anche per il suo ruolo nell’epoca del femminismo e il segno indelebile lasciato nell’universo fashion: “È un onore – ha commentato lei - ricevere questo premio ed è stato un privilegio aver trascorso la vita facendo ciò che amo e che mi ha sempre divertito, anche con persone dotate di grande talento e passione”.

In quello stesso mese, presso il Victoria & Albert Museum di Londra, è stata allestita la prima retrospettiva internazionale a lei dedicato. Nel dicembre 2021 è uscito Quant, un documentario realizzato da Sadie Frost, che ripercorre tutta la sua storia.

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