Fashion culture

Met Gala 2022: tra sfarzo e sogno, i look interpretano la Gilded Age

Met Gala
03-05-2022
Nadine Solano
Abbiamo avuto ciò che aspettavamo e desideravamo: una carrellata di outfit concepiti per stupire e ipnotizzare. Per far parlare e anche sognare.

Metti insieme queste parole: “l’evento più glam del Pianeta Terra”. Ti viene subito in mente il Met Gala, vero? Non potrebbe essere altrimenti. Certo, esiste per una nobile causa, ovvero raccolte di fondi per il Metropolitan Museum of Art’s Costume Institute di New York; ma fin dalla prima edizione – correva l’anno 1948 – ha riunito gli esponenti dello star system internazionale diventando uno spettacolo, la più prestigiosa delle vetrine, una passerella unica nel suo genere. 

E anche stavolta ci ha ipnotizzate. Anche stavolta i protagonisti hanno scelto look decisamente all’altezza della situazione. Chi percorre quel red carpet, lo sa bene: bisogna osare. Farsi guidare dall’audacia e da una massima creatività. Gli outfit scelti per il Met Gala non devono essere fonti d’ispirazione “concrete”, esempi da copiare. No, devono far sognare. Lasciare a bocca aperta.

Quest’edizione è stata particolare. Divisa in due capitoli: il primo – con formula ridotta causa emergenza sanitaria - è coinciso con lo scorso 13 settembre e l’inaugurazione della mostra In America: A Lexicon of Fashion. Il secondo appuntamento è stato proprio per questo 2 maggio, focus su In America: An Anthology of Fashion. Insomma, la moda statunitense protagonista assoluta. Con un’ulteriore aggiunta di magia.

Sì, perché il dress code per l’ultima tappa è stato The Gilded Glamour, riconducibile quindi alla Gilded Age, l’Età dorata: così viene chiamato quel periodo della storia americana caratterizzato da un grande sviluppo economico, ma anche eccessi e vizi. E da una moda a dir poco eyecatching, almeno per quanto concerne gli aristocratici e i nuovi ricchi: pizzi, merletti, corsetti, gonne vaporose. Drappeggi, stoffe preziose. Sfarzo e lusso, nonché ostentazione. Un vero invito a nozze per gli ospiti del Met Gala, un invito ad alzare ulteriormente il tiro e in qualche modo anche celebrare la ritrovata libertà (si spera) post pandemia.

Presentato dagli attori Regina King, Lin-Manuel Miranda, Blake Rively e Ryan Reynolds (che formano una della coppie hollywoodiane più amate del momento), sotto lo sguardo attento dei presidenti onorari Anna Wintour (che organizza e dirige l’evento dal 1995), Tom Ford e Adam Mosseri, è dunque andato in scena il Met Gala 2022. Ne abbiamo viste delle belle, evviva. Quali sono i tuoi look preferiti?

The Queen is… Blake Lively

Da Blake Lively ci aspettavamo tanto. E lei non ci ha delusi, anzi è riuscita ad andare molto oltre la nostra più fervida immaginazione. Appena è apparsa sul red carpet che porta al Metropolitan Museum of Art di New York, ha conquistato lo scettro di regina del Met Gala 2022. Con effetti decisamente speciali.

Sì, perché il suo abito – una creazione Atelier Versace - si è letteralmente trasformato man mano che lei saliva i gradini. Gli assistenti hanno sciolto l’enorme e maestoso fiocco che adornava il vestito e voilà: da oro rosa, quella stessa stoffa è diventato azzurro mare. Mirabile double face, reso tale anche da giochi di iridiscenze e drappeggi.  

Al di là dell’effetto scenico, notevole è il simbolismo di questa creazione: il cambiamento di colore richiama la Statua della libertà, ormai ossidata; lo strascico è “la costellazione della Grand Central Station”, come ha spiegato la stessa Blake. Il tessuto del corpetto e della gonna è ispirato all'Empire State Building.

L’attrice ha completato il look con un diadema tra i capelli, grandi orecchini di diamanti Lorraine Schwartz e guanti da opera in raso, a loro volta "reversibili". Il consorte Ryan Reynolds, più affascinante che mai nel suo completo Ralph Laurent in velluto nero, sorrideva incantato. E innamorato.

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Blake Rively in Atelier Versace e Ryan Reynolds
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Blake Rively in Atelier Versace e Ryan Reynolds
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Blake Rively
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Intramontabile nero

Possiamo proiettarci nel futuro, o al contrario andare molto indietro nel tempo: in ogni caso, troveremo il nero. Con quella sua eleganza, quel fascino che non si discutono e mai si discuteranno. Naturale dunque che anche per The Gilded Glamour abbia avuto un ruolo da protagonista, nelle sue infinite declinazioni.

L’hanno scelto Chiara Ferragni e Fedez, per il loro look di coppia firmato Donatella Versace; l’ha scelto Vanessa Hudgens, che ha intervistato gli ospiti ed era evidentemente fiera e orgogliosa nel suo abito iper trasparente creato da Jeremy Scott per Moschino. Total black Prada, essenziale e anche austero, per Priscilla Presley.

Nero, ma reso ancora più intrigante da un audace effetto vedo-non-vedo e da piccole perle, l’abito indossato da Maude Apatow: è di Miu Miu. Grintoso corsetto in ecopelle e gonna pareo velata per il look di Bella Hadid, opera di Riccardo Tisci per Burberry. La top l’ha completato con collant in pizzo, ciliegina sulla torta. Il lato misterioso… dell’Ottocento.

Maestosa: questo l’aggettivo più azzeccato per la gonna con ruches e mega strascico indossata da Kendall Jenner e abbinata a un minimalista top con lavorazione a rete. Tutto Prada. Mossa inaspettata, che abbiamo apprezzato molto per l’originalità, quella di Irina Shayk: un look da cowboy, 100% ecopelle, ancora creato da Riccardo Tisci.  

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Chiara Ferragni e Fedez
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Vanessa Hudgen
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Priscilla Presley
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Maude Apatow
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Bella Hadid
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Kendall Jenner
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Irina Shayk
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Un tempo... d'oro

Considerando il dress code, era prevedibile che l’oro sarebbe stato un’opzione piuttosto gettonata dagli ospiti del Met Gala 2022. Ma la prevedibilità non sempre abbassa la soglia d’interesse, anzi i look in questione hanno illuminato quel tappeto rosso con impatti visivi degni di nota.

Camila Mendes, la star di Riverdale, ha scelto un abito di Alexander Mattiussi, anche suo accompagnatore all’evento: paillettess e frange hanno restituito un effetto pioggia d’oro, il dettaglio cut out sul corpetto è la nota che ci riporta ai trend del momento. Strategici tagli, paillettes maxi e una linea a sirena per l’abito su misura indossato da Rachel Brosnahan, una creazione Altuzarra. Molto apprezzato per la sua raffinatezza il lond dress oro e nero sfoggiato da Carey Mulligan, by Schiaparelli; stessa combo cromatica per Ariana DeBose, che però ha optato per un abito decisamente barocco, frutto della creatività di Jeremy Scott, stilista di Moschino. Jeremy era con lei e con un completo coordinato.

Oro anche per il lungo tubino indossato da Khloé Kardashian, di nuovo by Moschino (ma segnaliamo la stola e i guanti da opera neri), e per l’abito vintage Luis Azzaro scelto da Amber Valletta. Ancora Moschino, ancora gold per Megan Thee Stallion, che ha tolto le briglie alla sua voglia di soprendere: ecco dunque uno spacco rivelare la gamba fino all’inguine e trovare una sorta di continuum nel corpetto cut-out. Sulle spalle, tante piume.  

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Camila Mendes e Alexandre Mattiussi 
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Rachel Brosnahan
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Jeremy Scott e Ariana DeBose
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Amber Valletta
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Megan Thee Stallion
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Platino, argento e cristalli

Non solo oro, al Met Gala 2022. Anche platino, argento, cristalli. Perché le stelle brillano, no? Kim Kardashian ha avuto l’onore, e il grande piacere, di infilarsi nell'iconico abito indossato da Marilyn Monroe per la festa di compleanno di John F. Kennedy, anno 1962. Disegnato da Bob Mackie e realizzato da Jean Louis, è un nude dress di chiffon ricoperto di cristalli. Affinché le calzasse a pennello, Kim ha dovuto perdere 7 chili.

Cristalli anche per Phoebe Bridgers in Jonathan Simkhai e per Lila Moss, che per il suo debutto al Met Gala ha scelto un nude look Burberry. Mamma Kate, al suo fianco, ha invece optato per un long dress nero con chiusura doppiopetto, sempre firmato da Riccardo Tisci.  Paillettes argentate per Addison Rae, splendida nel suo abito Michael Kors Collection, e platino per Kaia Gerber in Alexander McQueen: quanto a bellezza, la fanciulla non ha nulla da invidiare alla madre Cindy Crawford.  

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Kim Kardashian
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Phoebe Bridgers
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Addison Rae
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Lila Moss
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Kaia Gerber
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La leggerezza delle piume

A proposito di piume: ne abbiamo viste una buona quantità sul red carpet del Met Gala e ci stavano tutte, visto che a loro volta contribuiscono a identificare la moda ottocentesca. Ha aperto le danze, diciamo così, la padrona di casa Anna Wintour col suo abito Chanel dotato di mantellina; Ashley Park ha rilanciato col suo total look Prabal Gurung, interessante incontro fra piume nere e raso rosa.

E poi piume candide ad adornare l’outfit total white Saint Laurent scelto da Hailey Bieber (uno tra i più chic della serata, non ci sono dubbi), piume rosse sul vaporoso e candido abito indossato da Chloe Kim, appartenente alla collezione Giambattista Valli Fall Winter 2020. Piume rosa per Wendi Murdoch in Bottega Veneta. Leggere, maliziose, lievi ma non prive di… faccia tosta.

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Anna Wintour
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Ashley Park
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Hailey Bieber
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Chloe Kim
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Wendi Murdoch
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La potenza del bordeaux

Il bordeaux è un colore antico, potente. Un colore che per molti versi ci conduce al mondo teatrale – basti pensare ai sipari – al dramma, ma che al contempo comunica passione e intensità. Il bordeaux è perfetto anche per raccontare la Gilded Age, coi suoi contrasti e le sue tinte forti. E infatti, è stato la scelta di diverse celebs.

Di Dakota Johnson, che si è presentata sul red carpet con un ampio kimono vestaglia bordeux, rivelando poi una catsuit tempestata di frange e perline: designer Alessandro Michele – suo caro amico – per Gucci. Di Cara Delevingne, che ha alzato il tiro sfoggiando un tailleur pantalone Dior e un topless celato da una perfetta opera di body painting: ne parleremo per un po’, sicuramente.

Total bordeaux anche per Gigi Hadid, che come la collega Cara ha catalizzato l’attenzione osando parecchio. Ovvero indossando un maxi – ma proprio maxi – piumino sopra un corsetto e fuseaux in lattice: la firma è di Donatella Versace. Ha scelto il bordeaux anche HiIlary Clinton, e l’abito di Joseph Altuzarra ha una particolarità: un ricamo che corre lungo la scollatura e l’orlo e riporta i nomi di 60 donne che lei ammira. Compresa sua madre Dorothy Rodham.   

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Dakota Johnson
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Cara Delevingne
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Gigi Hadid
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Hillary Clinton
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Passioni retrò

… E poi c’è chi si è calato totalmente nello spirito del tempo, indossando abiti che potremmo definire ottocenteschi. Imponenti, voluminosi, esagerati. Il desiderio di stupire ha incontrato una giusta dose d’ironia ma anche l'esigenza - in alcuni casi - di mandare messaggi ben precisi: il Met Gala è anche questo.

L’abito bianco e nero indossato da Sarah Jessica Parker è stato disegnato da Christopher John Rogers: un omaggio a  a Elizabeth Hobbs Keckley, prima stilista donna nera alla Casa Bianca. Applausi. Reazione contraria per l’abito Louis Vuitton scelto da Gemma Chan; più di qualcuno l’ha bocciato.

Consensi invece per Billie Eilish, decisamente a suo agio nell’abito Gucci con bustier, maniche in pizzo, gonna lunga e drappeggiata. Un trionfo di ruches lo strascico dell’abito Givenchy per Rosalia, ulteriormente arricchito da maniche a sbuffo e da un’elaboratissima trama di piccole perle bianche, panna e beige. Principesco, romantico, il vestito creato da  Carolina Herrera per Tessa Thompson: tulle rosa la materia prima principale, a caratterizzare in primis lo strascico. Un vero e proprio leit motiv, quest’ultimo, al Met Gala 2022. 

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Sarah Jessica Parker
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Gemma Chan
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Billie Eilish
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Rosalia
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Tessa Thompson
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Il colore protagonista

Le tonalità bold sono figlie dei tempi moderni, vero. Ma ciò non toglie che anch’esse possano render bene lo spirito della Gilded Age: la vitalità di quell’epoca, il boom economico, le nuove ambizioni. La ricchezza, l’ostentazione.

Il mito vivente Glenn Close ha scelto un outfit Maison Valentino, con cappa decorata; Pierpaolo Piccioli, che ne è l’autore, l’ha anche affiancata sul red carpet. La tonalità? La stessa lanciata da Piccioli con l’ultima collezione, ovvero Pink PP. Idem per l’abito scelto di Nicola Peltz, fluttuante e dalla profonda scollatura. Era raggiante, Nicola, accanto al neo sposo Brooklyn Beckham, con un completo crema a sua volta firmato Valentino. Gwen Stefani ha invece puntato su un vibrante giallo acido: maxi skirt, micro top e guanti da opera by Vera Wang.

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Glenn Close
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Nicola Peltz e Brooklyn Beckham
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Gwen Stefani
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La palma dell'originalità

Se la sono contesa in tanti, ma non ci sono dubbi: per questo Met Gala, la palma dell’originalità va ad Alessandro Michele, direttore creativo di Gucci, e Jared Leto. Che per l’occasione sono diventati gemelli.

Gemelli dalla lunga chioma (con tanto di fermaglio), seri e compìti nei loro smoking anni Settanta con decorazioni floreali. Papillon rosso, guanti in pelle nera, una pochette e… E sì, sono davvero stati tra i valori aggiunti di quest’edizione. Anche nel segno della moda fluida.

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