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Influencer virtuali: le più famose e perché il mondo della moda le ama

Influencer virtuali
20-01-2023
Abitano il metaverso, sono ultra glam e stanno conquistando la Gen Z. Ma anche un crescente numero di brand. Scopriamo le più note e i motivi del loro successo.

Gli influencer sono le star del mondo contemporaneo? Sì. Ma si fanno largo competitor che minacciano di offuscarli, rubando loro scettri e corone: gli influencer virtuali. Abitano il metaverso, non esistono ma esistono eccome. Le aziende li guardano con crescente interesse, identificandoli con le nuove frontiere del digital marketing, e ciò vale soprattutto per quelle appartenenti all’universo moda. Che prediligono le figure femminili, anche se in diversi casi si potrebbero definire genderless. Proprio questa fluidità, valore caro in primis alla Gen Z, è una delle chiavi del loro successo. Le altre?

Le influencer virtuali sono decisamente glam, hanno uno stile impeccabile quanto coinvolgente. E può sembrare un paradosso, ma appaiono più vicine e raggiungibili delle celebs in carne e ossa. Mostrano il loro mondo, le case in cui abitano, i loro guardaroba, gli amici: appare tutto comune, alla portata di ognuno, è facilissimo identificarsi. Così, essere cool diventa un’impresa altrettanto semplice, basta trovare il giusto spirito e punto di vista. Non solo.

Questi affascinanti avatar 3D, dotati di intelligenza artificiale, offrono consigli pratici e utili. Ispirano fiducia e simpatia. Mandano messaggi importanti, anche: combattono le distinzioni di genere e le etichette, rispettano la natura e contribuiscono alla tutela dell’ambiente.

Per quanto riguarda le aziende, i vantaggi sono diversi e inevitabilmente conducono a fare paragoni con gli influencer in carne e ossa. Al contrario di questi ultimi, le Cgi influencer sono “immuni” al passare del tempo nonché disponibili h24. Fanno risparmiare, perché non hanno bisogno di make up artist e hair stylist; non necessitano nemmeno di vestiti… veri. Cambiano non solo outfit, ma anche aspetto in pochi istanti. Non devono affrontare viaggi e spostamenti vari, non sono esposti al rischio scandali e gaffe, sono gestibili al 100%. Ogni loro post e scatto si può controllare in toto, nei minimi dettagli. Zero incognite. Tutto questo spiega perché, secondo diverse stime, il giro d’affari generato da queste creature tecnologiche sfiorerà i 46 miliardi di euro entro il 2023.

Tu quante influencer virtuali conosci? Ecco le più famose e più amate dal fashion system.

Lil Miquela

Brasiliana, 19 anni (per sempre), è approdata su Instagram nel 2016 ed è l’influencer virtuale più amata nonché più pagata: arriva anche a 8mila dollari per un solo post. È stata creata da una startup di Los Angeles, che solo nel 2018 ha rivelato la verità; per diverso tempo si è pensato fosse l’account fake della modella britannica Emily Bador. Ha collaborato e collabora con grand brand come Prada, Calvin Klein (per cui ha posato con Bella Hadid), Chanel.

Visetto ricoperto di lentiggini, frangia e double buns, corpo esile e labbra perfette, adora lo street style e conta quasi 3 milioni di follower. Sostiene la comunità LGBTQ e il movimento Black Lives Matter. È anche una cantante.   

Imma Gram

Giapponese, caschetto rosa, ama farsi fotografare nelle strade di Tokyo. Comprendere che si tratta di un avatar non è facile, a meno che non lo si sappia già. Imma sembra vera, si possono notare anche la ricrescita dei capelli e le sfumature dell’iride.

Molto richiesta, è stata testimonial di numerosi marchi tra cui Puma, Adidas, Nike, Dior, Valentino, Fiorucci. Ha superato quota 400mila followers.

Shudu Gram

Come si legge nella sua bio, è la prima digital supermodel del mondo. È stata creata nel 2017 dal fotografo britannico Cameron James Wilson, che ha trovato ispirazione in Naomi Campbell, Iman e Alek Week.

Shudu ha un’agenda a dir poco fitta, lavora per numerosi brand di lusso tra cui Christian Louboutin, Louis Vuitton, Balmain, Tod’s, Ferragamo. Ha anche sfilato per fashion week virtuali. Bellissima e lanciatissima, insomma.

Noonoouri

Al contrario delle altre influencer virtuali, ha un aspetto poco realistico; sembra piuttosto un cartone animato o una bambolina. Ma si tratta di una scelta ben precisa, naturalmente, che si è tramutata nella sua caratteristica principale. È frutto della fantasia di Joerg Zuber, che ha riferito di essersi ispirato – pure lui – a Naomi ma anche agli avatar più comuni.

Seguita da oltre 400mila internauti, Noonoouri ha 19 anni e vive a Monaco. Vanta collaborazioni con brand luxury del calibro di Gucci, Versace, Blumarine, Chanel, Roberto Cavalli, Genny. La sua musa, lo fa sapere con orgoglio, è Kim Kardashian. È vegana e predilige i capi sostenibili. È anche un’attivista: si è schierata, per esempio, a favore dell’Ucraina e della comunità ebraica.     

Rozy

È stata creata nel 2020 dalla Sidus Studio X ed è la prima influencer virtuale sudcoreana. Ha superato i 150mila follower su Instagram, totalizzato oltre 100 sponsorizzazioni (tra cui marchi di moda ma anche di cosmetici) e incassato quasi un milione di dollari nel 2021.   

Ama portare la lunga chioma corvina raccolta in due trecce. È una sportiva, in particolare ama il surf e lo skateboard.

Zaira

Zaira è italiana. Lanciata nella primavera 2022 dall’agenzia Buzzoole, ha un aspetto quasi genderless e un’età (volutamente) non definita, che potrebbe essere compresa tra i 18 e i 25 anni.

Ha un occhio azzurro e uno verde per simboleggiare il dualismo terra-metaverso. È stata concepita come rappresentante della Gen Z, ma anche di valori quali l’inclusione e la consapevolezza. Conta quasi 80mila follower e ha già collaborato tra diversi brand tra cui Pinko e Calvin Klein.

Eli e Sofi Twins

Create da Elisa Nieli durante la pandemia, sono le prime influencer virtuali italiane. Due gemelle di 25 anni dai capelli rossi e dalle tante passioni, come si legge nella bio: “viaggi, bellezza,natura, moda, food, scienza, arte”.

Nel dicembre 2022 hanno conquistato l’Italy Ambassador Awards nella categoria Fashion, sbaragliando la concorrenza di influencer umani. Niente male. Hanno posato – tra gli altri – per Diesel, Prada e Gucci. Promuovono la body positivity, la moda sostenibile e il rispetto delle diversità.   

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