Fashion culture

Il galateo dei colori: quali sì, quali no e tutti i perché

Galateo dei colori
31-05-2022
Nadine Solano
Bon ton è anche indossare le tonalità giuste. E sapere che alcune proprio no, in certi contesti non sono ammesse. Mentre in altri diventano la scelta che vince su tutte!

Galateo=buone maniere. E quando si tratta di buone maniere, entra in gioco anche la moda. Sì, perché classe ed educazione passano anche dal modo di vestire. Di giorno come di sera e di notte, il galateo della moda richiede grande attenzione. Poi si va più nel particolare, focalizzandosi ad esempio sul bon ton relativo ai cappelli, alle scarpe, ai guanti. La deduzione vien da sé: c’è anche il galateo dei colori.

In sostanza poche regole, che però aiutano ad essere impeccabili anche per quanto concerne le tonalità indossate. Mettiti alla prova, quanto sei ferrata sull’argomento?

Il bianco e il nero

Il bianco e il nero sono e sempre saranno sinonimo di eleganza e raffinatezza. Di versatilità, anche. Una mossa sempre vincente, sì, ma con un’eccezione che coincide coi matrimoni. Per le invitate è vietato, anzi vietatissimo scegliere il bianco e la ragione è palese: è il colore della sposa.

No, quindi. E vale per qualsiasi gradazione e sfumatura, ad esempio il panna, l’avorio, il cosiddetto “bianco sporco” e via dicendo. Del resto, questa regola è nota quasi a tutti. Non tutti, invece, sanno che anche il nero è out quando si tratta di inviti a nozze.

Il motivo? Presto detto: minaccia di portare un’impronta di cupezza decisamente fuori luogo. Ma d’altro canto, il nero è l’optimum per tutte le occasioni assai speciali, red carpet e cene di gala compresi.

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Credits: Getty Images

Il rosso

Il rosso è passione, energia. Vitalità. Difficile, se non impossibile resistere al suo fascino. È anche il colore delle feste e degli eventi: andando molto oltre il Natale, merita piena approvazione per i compleanni e altre ricorrenze, più in generale per una serata importante. Anche per una cena degna di nota.  

Ma pure in questo caso c’è un contesto vietato dal galateo dei colori: quello professionale. Il rosso è troppo vistoso per l’ufficio, le riunioni, tutte le situazioni legate all’attività lavorativa. Se proprio non puoi farne a meno, limitati il più possibile. Per esempio indossando un sottogiacca rosso o un capo con stampe fantasia di cui il rosso stesso sia soltanto una delle nuance. Rendilo al massimo una nota d’accento, insomma.

PS: Per i matrimoni non è il top, prendi nota!

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L'arancio

Colore secondario, “figlio” del rosso e del giallo, l’arancio conserva indubbiamente la carica energetica e l’appeal di entrambi. E del giallo è anche più versatile. Da qualche tempo l’abbiamo riscoperto, nel senso che sta attraversando le stagioni senza perdere lo status di tonalità trendy.

Non ci sono particolari veti in merito, anche grazie alle sue numerose declinazioni. Soltanto in un caso il galateo risponde con un NO: gli outfit da sera. Eh già, dopo il tramonto prende vie decisamente distanti dal bon ton. Adesso devi solo decidere se “ribellarti” o meno!

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Il grigio e il marrone

Nel galateo dei colori troviamo anche le due nuance neutre per eccellenza: il grigio e il marrone. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non hanno la strada spianata in qualsiasi luogo e situazione. Tanto per cominciare, se è vero che sono inattaccabili quando si tratta di contesti professionali, è anche vero che risultano poco adatti quando il grado di formalità si alza e/o fa il paio con un'eleganza più sofisticata.

Il grigio e il marrone non vanno bene, in altre parole, per tutte le occasioni di un certo livello. In cui raffinatezza e massima sciccheria sono requisiti indispensabili. Ma non conquistano la promozione neppure per le lauree, i battesimi, i matrimoni o le più semplici delle feste. La verità è che possono sembrare spenti, se non addirittura noiosi.

Il marrone è ulteriormente penalizzato: si dovrebbe, cioè, escludere sempre di sera.

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Il rosa

Ha conquistato il titolo di colore più glam della primavera 2022 e sarà sicuramente un successo anche in estate: sì, ci riferiamo al rosa. Che però non trova tutte le porte aperte.

Pensa al rosa baby o confetto: no, in ufficio non va. Più in generale, non va al lavoro. Però il veto non è netto e totale, per fortuna. Perché se si tratta di gradazioni più tenue e delicate, come il rosa antico o il cipria, allora si aprono sia le porte che… I portoni. In compenso, il pink vince ai matrimoni e a tutte le cerimonie, religiose o non. Bisogna solo scegliere con cura la gradazione, definendo quando sia possibile sbizzarrirsi oppure optare per un saggio “anche meno”.  

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Il viola

Per lunghissimo tempo bistrattato, il viola è da un po’ che si sta prendendo la sua rivincita. Certo, scollarsi di dosso quella nomea di portasfortuna non è facile, ma indubbiamente sono stati fatti passi avanti. Una sua particolare gradazione, il lilla, è stata tra le tonalità protagoniste dell’autunno 2021 e per questa primavera sta lasciando il passo a gradazioni più brillanti e/o intense.

Però resta bandito dai teatri, dalle trasmissioni televisive, dalle conferenze stampa, dagli eventi pubblici. Insomma, in questo caso il galateo dei colori cammina a braccetto con le superstizioni popolari. C’è da dire che molti tra i protagonisti dello showbiz non lo temono più come una volta, anzi hanno contribuito e continuano a contribuire al suo sdoganamento. Però il processo è tutt’altro che compiuto.

Quanto alle cerimonie religiose – per esempio matrimoni, ma anche battesimi - non è vero che il viola dev’essere evitato a priori. Il divieto vale, ed è anche piuttosto rigoroso, per il viola scuro. Ma non per le sfumature più chiare, che anzi sono considerate di gran classe.

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