Fashion positivity

Body Positivity: i brand di moda più inclusivi

Ecco i marchi che più di tutti guardano all'inclusione e al rispetto della diversità. Una rosa di fiori all'occhiello del fashion, da cui prendere l'esempio (virtuoso)

Inclusione e rispetto della diversità sono temi che stanno diventando cari al fashion, tanto da aver dato il via a un settore totalmente dedicato alla moda inclusiva.
Ci sono tanti brand che nascono proprio con questo scopo, anzi: con questa mission. Si tratta infatti di una vera e propria missione, quella che sta alla base della filosofia dell'accettazione del corpo e dell'accettazione del sé in generale.
Ecco la rosa di fiori all'occhiello della moda di oggi, ossia i marchi che più di tutti stanno considerando le tante sfaccettature della diversità. Proponendo capi davvero per tutti e soprattutto aiutando tutti noi in quella "guerra santa" contro gli stereotipi imposti dalle passerelle nel corso degli ultimi decenni.
Una rivoluzione che vuole scardinare luoghi comuni sbagliati, abbattere modelli di perfezione irraggiungibili, eliminando quello per cui oggi molti di noi non si sentono a loro agio nel proprio corpo.
Ecco le firme di moda che fanno della body positivity il filo conduttore numero uno di cui intessere i propri indumenti.

DL1961 e il denim inclusivo

DL1961 è un brand di denim che guarda sia all'ecosostenibilità sia all'inclusività.

I suoi jeans sono prodotti a partire da fibre ecologiche e il taglio dei modelli risponde alle esigenze di qualsiasi tipologia di fisicità.
Il marchio ha una categoria apposta in ottica di inclusione, con jeans di ogni tipo - dagli skinny al modello boyfriend fino agli shorts - disegnati e prodotti per taglie plus.

Universal Standard propone canoni davvero universali

Si chiama Universal Standard non certo a caso: il canone universale a cui il nome di questo brand si riferisce è proprio quello che fa della diversità l'unico standard...
Fondato da due amici, Polina e Alex, questo marchio statunitense compie un'importante innovazione, proponendo nuovi canoni nell'industria fashion. Dalla sua inaugurazione nel 2019, Universal Standard è diventato il marchio più inclusivo al mondo, con un range di taglie che va dalla 00 alla 40 (taglie USA).
Oltre all'aspetto inclusivo, fondamentale è anche il lato sostenibile: il brand ricicla tessuti denim con cui confezionare i propri modelli.

Girlfriend Collective, l'activewear inclusivo

Inclusività e diversità sono la base di partenza anche di Girlfriend Collective. È un marchio di vestiario sportivo chi propone i propri capi a qualsiasi taglia e qualsiasi body shape, siano esse molto piccole siano esse plus.
Oltre al range di taglie molto ampio, pure in questo caso parliamo di materiali riciclati: le materie prime di cui sono composte le fibre dei tessuti tecnici utilizzati valorizzano ulteriormente le proposte perché si rivelano eco-friendly. Il poliestere, il nylon e i materiali per le rifiniture impiegati da Girlfriend Collective provengono dalla plastica di bottiglie d'acqua così come di reti da pesca recuperate riciclate. Anche il packaging è composto da materiale riciclato al 100%.

Big Bud Press, gender free + size-inclusivity

Big Bud Press è il marchio con base a Los Angeles che propone capi basic e casual chic di tipo gender free e inclusivi.
Tutte le proposte sono unisex e pensate per chiunque, dalle taglie per petite fino alla XXXL.

Con un occhio di riguardo anche al lato etico, Big Bud Press si impegna a dare lavoro alle manifatture locali, rispettando i diritti dei lavoratori e la qualità dell'ambiente di lavoro.

Sotela, il brand inclusivo diventato una community

C'è poi Sotela, un marchio di moda inclusiva il cui messaggio di body positive è così convincente e piacevole da ascoltare che dal brand è nata una vera e propria community.
Attorno a Sotela, infatti, gravitano corpi di ogni tipo, appartenenti a persone il cui scopo è quello di far dilagare la self-acceptance. L'accettazione di sé, qualsiasi sia la taglia e la tipologia di curve, è fondamentale per Sotela.
Tutti i look che propone seguono questa filosofia, così come tutti gli indumenti che produce sono sostenibili per l'ambiente e creati in maniera etica, senza sfruttamento dei lavoratori.

Hackwith Design House, pochi pezzi inclusivi e anti-spreco

Hackwith Design House è il marchio le cui creazioni nascono in uno studio del Minnesota in cui lavora un team di giovani e talentuosi designer.
Anziché produrre su larga scala, Hackwith Design House preferisce creare ogni settimana edizioni limitate di capi, non più di 25 pezzi per ciascun modello. Un modo per limitare al massimo gli sprechi, che quindi si inserisce nel solco virtuoso dell'ecosostenibilità. Inoltre i capi sono pensati per le silhouette di qualsiasi donna, dalla più magra alla più curvy.

eShakti, per creazioni su misura che valorizzano il corpo

Un brand che offre un range di taglie molto vario, che va dalla piccolissima alla super abbondante, è eShakti. Ma non si limita a vestire tante silhouette: questo marchio offre anche una completa customizzazione di ogni capo, personalizzandolo con le misure esatte del corpo e la scelta di alcune opzioni di colletti e maniche. Un modo per vestire tutti ma in maniera unica, valorizzando il corpo di ciascuno.

Aerie: modelle diversamente abili e no ai ritocchi con Photoshop

Aerie già da anni ha incominciato a dire no ai ritocchi con Photoshop che eliminano smagliature e cellulite. Le sue modelle mostrano con naturalezza e orgoglio ogni "imperfezione", benché chiamarle imperfezioni significhi rimanere ancorati agli stereotipi dei canoni estetici da cui i marchi come Aerie tentano di liberarci...

Questo brand propone indumenti pensati per corpi veri, abbracciando qualsiasi taglia e disegnando modelli che sappiano valorizzare la bellezza intrinseca della diversità di qualsiasi body shape. Inoltre alcune delle modelle di Aerie sono diversamente abili, un merito in più che va a questo brand bello e buono, letteralmente.

Old Navy, stile classico per tutte le tipologie di curve

Chi ama lo stile classico e intramontabile del knitwear, di maglioncini bon ton e delle palette cromatiche neutre e sobrie, allora adorerà Old Navy. E un altro buon motivo per adorare questo brand è il suo impegno in chiave body positivity.
I tasselli dei tantissimi puzzle fashion firmati Old Navy sono per ogni taglia, ogni donna e ogni stile (sempre elegante, però). Inoltre le sue campagne, le modelle e i contenuti che pubblica sui social media contribuiscono a promuovere l'accettazione della diversità della bellezza.

Dear Kate, body positivity e girl-power per lingerie tech

Molto interessante è anche Dear Kate, l'etichetta pensata da donne per donne che non solo celebra la diversità di ogni corpo femminile ma anche il Girl Power.
Questo marchio produce lingerie innovativa, creata a partire da materiali che aiutano a sentirsi fresche e a proprio agio tutti i giorni. Slip, pantaloni per lo yoga e l'attività sportiva in generale... Ogni prodotto è pensato per rendere la donna che lo indossa in totale confidenza con il proprio corpo. Con un occhio di riguardo a "quei giorni", ossia il periodo del ciclo mestruale. E non solo: in ottica di inclusività, il target di Dear Kate comprende anche chi è già in menopausa da tempo, ma non per questo meno esigente circa l'intimo da indossare.

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